INTERNET IN PERICOLO DI CENSURA, ci avverte Unione Nazionale Consumatori

Si chiama Dominic Kis, ha 22 anni, è tedesco e il 15 giugno 2018 ha lanciato su Change.org una campagna internazionale per salvare internet: sono oltre 4 milioni e 900 mila i cittadini europei che si sono mobilitati per fermare la nuova direttiva europea sul diritto d’autore che metterebbe a rischio la libertà d’espressione di quanti ogni giorno utilizzano la Rete.
Ricordate? Ce ne eravamo già occupati con l’Unione Nazionale Consumatori lanciando la campagna “#PocheParole”
Adesso questa petizione su charge.org vede l’Italia al terzo posto per firme raccolte insieme a Francia e Germania.
Si solleva in particolare il problema legato all’articolo 13 della nuova direttiva sul diritto d’autore. Se approvato, infatti, il nuovo testo obbligherà le piattaforme digitali ad applicare dei filtri sui contenuti pubblicati dagli utenti.
Questi filtri potrebbero diventare “una scusa” per filtrare i contenuti dal punto di vista ideologico. Dobbiamo impedire che ciò accada: non possiamo correre il rischio di censurare internet.
Con l’approvazione della nuova normativa, correremmo il rischio che piattaforme come Youtube, Google, Wikipedia e Facebook non dovranno più aspettare, come accade adesso, di ricevere una lamentela per la violazione del diritto d’autore per poi fare le dovute verifiche, ma dovrebbero monitorare in maniera massiccia i contenuti per rilevare possibili violazioni. Nel dubbio, per tutelarsi, bloccheranno continuamente anche i contenuti che non violano le regole. Perché se non lo facessero, rischierebbero di essere sanzionati, e logicamente preferiranno prevenire piuttosto che curare. Questo vorrà dire censurare migliaia di contenuti che non dovrebbero essere bloccati ma che non saranno più disponibili. Sarà la fine di internet come lo conosciamo.
Un esempio? L’articolo 13 è stato anche definito “ammazza-meme”, poiché, paradossalmente, renderà impossibile agli utenti caricare una foto scherzosa creata a partire da un’immagine protetta da copyright.
L’obbligo di applicazione di tale “filtro” e l’eventuale acquisto di licenze da parte delle piattaforme online per evitare di incappare nelle violazioni, inoltre, metterebbe in seria difficoltà le piattaforme online di medie e piccole dimensioni, che non hanno la disponibilità economica per sostenere tali costi.
L’altro limite alla libertà d’espressione è rappresentato dall’articolo 11, che riduce la possibilità di utilizzare testi e parole provenienti da articoli e altre fonti d’informazione da parte degli utenti sul web: la libertà dei cittadini di commentare gli eventi di attualità e confrontarsi liberamente su tematiche e notizie di vario genere verrebbe così confinata.
“Grazie al numero di firme che abbiamo raccolto con questa petizione”, continua Dominic Kris, “siamo riusciti a creare consapevolezza tra molti Parlamentari europei dei seri rischi che questa riforma comporterebbe, ma oggi più di sempre noi cittadini europei dobbiamo insistere perché il nuovo voto è imminente” (26 marzo). Siamo già quasi a 5 milioni di firme.
È urgente firmare per fermare questa legge.
FIRMA LA PETIZIONE A QUESTO LINK
Sito ufficiale di Save the Internet
Sito della campagna #PocheParole
Autore: Unione Nazionale Consumatori


Data: 20 marzo 2019

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