Alfonso Luigi Marra:

LA FINZIONE DI SCANDALIZZARSI DELLE MARACHELLE DI PALAMARA

CARO PALAMARA, TI PREGO, FATTI DIFENDERE DA ME! Dammi l’occasione di dimostrare che sei un bravo ragazzo perché il tuo aver dato una mano in qualche nomina, l’aver aiutato un po’ di amici ad essere assolti, l’essertela presa con qualche altro, è bagatellare di fronte agli immensi delitti che la magistratura commette da decenni contro il Paese.
Sono infatti 35 anni, amico mio, che mi consumo inutilmente nello sforzo di denunciare, di rendere note, cose mille volte più gravi di quelle di cui ora tutti fingono di scandalizzarsi.
Scandalizzarsi seguendo ancora una volta la strategia di parlare di ‘mele marce’, anche se stavolta ammettono siano non poche, quando è marcio l’intero sistema giudiziario (e burocratico) sia pure con l’eccezione di qualche ‘mela buona’.
Magistratura rea:
– della predeterminazione – di massa, non solo in qualche caso ad opera tua – dell’esito dei processi civili e penali e delle indagini importanti mediante l’assegnarle ad un giudice o ad un PM anziché un altro;
 dell’aver reso impossibili le cause contro le banche vendendo delittuosamente loro la ‘giurisprudenza’ che più gli è piaciuta, perché le banche li vanno a comprare fino a casa ad uno ad uno, dai giudici di primo grado fino a quelli costituzionali;
 di avere reso efficienti solo gli uffici esecuzioni (i pignoramenti) e le sezioni fallimentari, per cui l’unica cosa che la ‘giustizia’ riesce a fare velocemente è rubarti la casa e l’azienda per farla così inghiottire dai suoi giri spartitori attraverso le sue ben note e sempre più veloci aste;
 di avere realizzato, insieme all’Avvocatura di Stato, l’eliminazione di fatto delle cause Pinto per impedire la velocizzazione della giustizia;
 di avere creato un commercio di bambini di quattro miliardi annuali nell’interesse degli ‘amici’ degli istituti a tariffe dieci volte maggiori di quanto ci vorrebbe per seguire a casa loro le famiglie e metterle in condizioni di tenerli;
 di fungere da barriera insormontabile nelle cause contro le lobby, da quelle della telefonia, dell’elettricità, dell’acqua a ogni altra;
 di avere consentito e favorito l’inaccessibilità della giustizia attraverso la ‘politica’ dei costi elevati, delle farraginosità, delle lungaggini;
di controllare come gli pare e sempre e comunque in favore degli amici degli amici (potere economico) i ministeri attraverso i magistrati distaccati;
 di praticare il commercio di massa a cielo aperto delle sentenze delle commissioni tributarie, dove, per vincere, ha poca importanza se hai o no ragione, perché conta se sei del giro e sai chi pagare;
 di avere reso imperseguibili sia in sede penale che in sede civile i delitti di quell’associazione a delinquere segreta e mafiosa in cui attraverso la prezzolata mancanza di controlli ha consentito da decenni alla Pubblica Amministrazione di trasformarsi; Pubblica Amministrazione che è praticamente casa loro e da cui si fanno fare e dare quel che vogliono. E potrei continuare per un mese.
Ecco caro Palamara, chiamami, vieni da me e ti assicuro che insabbieranno tutto appena sentiranno che ti difendo io e che ti difenderei dicendo che, se condannano te, devono allora ammettere che sono dei delinquenti tutti, anche perché, non solo del tuo operato erano necessariamente al corrente tutti, ma in ambito giudiziale questi favori li fanno, magari non tutti, ma la più parte di quelli che li possono fare sicché…

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