I VIRUS DELLE CORONE di Giuseppe Campolo

Preso atto che i grammatici ne sanno più dei maestri della lingua, che i critici sono addentro ai misteri della creazione artistica più dei poeti e più dei creatori di mondi quali sono i romanzieri;
preso atto che i politici hanno l’assiomatica conoscenza dei bisogni del popolo, di cui per nostra fortuna non fanno parte, cosicché possono giudicare obiettivamente ogni cosa;
preso atto che la nostra popolazione è la più fragile di tutte (12,5% decessi rispetto ai contagiati, mentre Stati Uniti 3% e Cina 3,5%), giacché l’Italia possiede la migliore sanità del mondo, senza la quale saremmo evidentemente già tutti spacciati;
preso atto che accade il peggio dove si sta meno peggio – i paesi ricchi – e dove la globalizzazione ha avuto gli effetti più belli della circolazione turistica, là infierisce il Virus della Corona, più di quanto non possa fare presso quelli già impegnati con la fame e di muoversi hanno al massimo la forza per portarsi seduti da sdraiati;
preso atto dunque che il virus coronato non è cattivo, visto che è coccolato da quella cosa buona che è la globalizzazione e che risparmia i giovani e spazza via i vecchi pesi morti;
non resta alla fine che prendere atto della grande efficienza dei Governi nello sviscerare i problemi e stendere unanimi accordi per il bene universale.
Meritano il nostro encomio e la nostra ammirazione. Non lo avremmo creduto, ma i massimi responsabili del pianeta, come dall’alto illuminati nel parlamentare, hanno riconosciuto la santità della globalizzazione, che Dio vuole. Significa che quando una cosa è buona, subito la fanno; non litigano mica.
Ne discende un grande insegnamento etico, per noi.
Infatti scopriamo alla fine di avere avuto idee sbagliate, valutazioni di valore sbagliatissimi. Non ci resta che darci una regolata.
La pace deve avere qualcosa di nefasto che noi non intendiamo, ma che i capi dei Governi capiscono bene e dunque ce ne difendono con ostinazione, accanimento, usando in casi estremi, per allontanarla, carri armati, bombardieri, siluranti, portaerei, testate nucleari e scudi stellari. Deve essere un terribile mostro, la Pace! Come è difficile capire le cose, per il popolo! Non ringrazieremo mai abbastanza Presidenti e Cancellieri di Stato, Camere e Senati. E senza dimenticare i diplomatici, i consoli di tutti i Consolati, i quali tengono strette le amicizie dei massimi livelli decisionali, per la difesa dalla pace, non della pace, come noi erroneamente credevamo fosse auspicabile, non avendo afferrato la sua vera natura demoniaca. Occorre che ci difendano dalla pace! Avevamo dimenticato, o preso sotto gamba, che Dio è “il Dio degli eserciti” il glorioso Jahvè, nemico d’ogni male.

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