CONCORSI

    • UNA BALLATA PER L’ESPERANTO (abitare saggiamente la terra)      il bando qui      ESITO
    • concorso per componimenti da musicare  (scaduto, in attesa di esito)
  • ESPERANTO 

  • lingua etica o CandyCrush

    Chi, al giorno d’oggi, non si sente ecologista, amico del pianeta e pacifista? Pochi! Siamo tutti ecologisti, fautori dello sviluppo sostenibile e mangiamo carne solo se a uccidere gli animali sia qualcun altro e fuori dalla nostra vista. Per essere guerrafondai e nemici della natura – e dichiararlo, occorrerebbe troppo coraggio, sarebbe, in sostanza, sfidare la propria opinione di se stessi, prima che quella pubblica.
    L’homo oeconomicus sceglie di abbracciare l’Etica. La civiltà nasce con la scoperta del mondo astratto. L’etica è un’area astratta molto rassicurante, e funziona meglio dell’assoluzione cristiana, in quanto non richiede la confessione del peccato ma ci elargisce il suo dissolvimento, giovando il fatto che sul piano pratico siamo irresponsabili per incompetenza. La parte che conta di noi, quella elevata, l’anima, in cui risiede il nostro vero io, è pura, interamente etica. Di ciò che accade non siamo artefici noi, ma altri: noi non abbiamo potere.
    Noi siamo gli etici figli di puttana, capaci di farla franca anche davanti all’inquisitore, un tempo terribile e ora coglionabile, che è la nostra coscienza.
    Ci è facile indicare a noi stessi come utopico (la bella parola che significa destinato a non essere realizzato) tutto ciò che rappresenta un impegno non remunerativo. Ci hanno insegnato a essere dei prezzolati – e lo siamo. Dunque, non importa quanto qualcosa sia importante per la soluzione di problemi capitali come, per esempio, la pace o l’affrancamento dall’oppressione, per non dire anch’io del clima. Se ci costa un minimo di fatica non pagata, la dichiariamo utopica. E poi, quella cosa così importante (qualsiasi cosa, quand’anche fosse la nostra salvezza) la sta facendo la maggioranza? No? E all
    ora cosa volete da noi? Noi siamo democratici! Noi le cose belle le vogliamo, lo dimostrano i nostri post su Facebook e su WatsApp. 
    Guardate lì come siamo indignati. Non le vogliono gli altri, è chiaro!
    E questo accade pure all’Esperanto: È coltivato da un manipolo di utopisti, io non ci perdo tempo. Che, sono scema, sono scemo? Sono troppo stanca, sono troppo stanco, meglio che mi rilassi un po’. E l’essere umano (che fa monumenti a Giordano Bruno e Teresa di Calcutta) si mette a giocare a CandyCrush, finché non è chiamato per la cena.

    L’Esperanto si può imparare gratuitamente, anche via mail, in dieci lezioni, facendo una semplice richiesta a: samideano@hotmail.it

    Da ridere. Samideano è un utopista, non capisce proprio niente di come vanno le cose. I corsisti bisogna pagarli, sia pure a esami fatti. Oppure obbligarli per legge. Metter loro una multa a ogni voto basso; a quelli che eludono, quelli che non si iscrivono ai corsi entro il 28 febbraio, un accertamento fiscale; all’Università gli esami si possono dare solo in Esperanto, altrimenti non si laurea nessuno.
    Perché la lingua può essere auspicabilmente universale ed etica quanto Samideano pretende – e restare nel limbo delle cose belle dell’aria; ma perché dal mondo astratto trovi le vie della realizzazione, deve esser sottoposta alle leggi del mondo, che sono di dare e avere, di forza e di violenza.

    E però i banchieri e i legislatori sono inglesi.

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